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Tentauren

Potenze: appunti per una teologia immaginifica.

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Introduzione alla finalità [cit.]

 

Per quanti mali nel mondo abbia causato la religione, è innegabile che dal punto di vista narrativo la cultura del sacro sia quasi sempre l'aspetto più interessante e su cui più si può lavorare. Negli universi di finzione, il concetto di divinità è stato, in particolare nella cultura popolare, sfruttato in maniere così innovative da sfociare spesso nell'assurdo e nell'imprevedibile, ed è mia intenzione spaziare, in questo manuale, attraverso le forme più interessanti che il divino ha assunto nell'ambito dei tre grandi generi della fiction (e non solo). Il discorso è immenso (come il suo oggetto, del resto), e sarò costretto ad aggiornare periodicamente il post. Per lo stesso motivo, vi invito ad aggiungere contributi, a correggermi laddove dovessi sbagliare, a partecipare attivamente alla costruzione di un compendio sul divino-immaginario che sia utile a stabilire linee guida, parametri, punti di riferimento per la costruzione dei pantheon più interessanti all'interno dei vostri mondi di gioco. Presterò particolare attenzione sugli esempi, corredati di immagini laddove possibile, per facilitare la comprensione dei concetti.

 

Alcuni "testi di riferimento":

 

http://tvtropes.org/pmwiki/pmwiki.php/Main/HomePage , a.k.a. "La Bibbia fenomenologica della Narrativa d'Ogni Tempo", è un utile riferimento che vi consiglio di consultare al di là di questo "corso", che raccoglie tutti i "tropi" narrativi, dai più frequenti a quelli più sconosciuti.

N.B.: maneggiare con cura; l'eccessiva consultazione di TVTropes può portare alla perdita della sospensione dell'incredulità, impedendovi di godere appieno delle opere a cui vi approccerete e portandovi a guardarle con un pedante, freddo occhio analitico.

 

http://www.scp-wiki.net/ , una caterva di esempi dei suddetti tropi, 100% amatoriale: una raccolta di fake-documents appartenenti ad una società di controllo del paranormale, scritti divinamente (per la maggior parte) e tendenti al bizzarro e all'inaspettato. Mi piace sempre pubblicizzare questa pagina (non ne faccio parte, non prendetelo come spam ma come servizio pubblico) perchè ogni appassionato della fiction dovrebbe farci almeno un giretto.

- le opere di alcuni antropologi/storici delle religioni:

  http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Campbell

  http://it.wikipedia.org/wiki/Mircea_Eliade

  http://it.wikipedia.org/wiki/James_Frazer

  http://it.wikipedia.org/wiki/Ernesto_de_Martino

 

che aiutano a capire perché abbiamo bisogno di credere in qualcosa di più grande di noi, e perché lo immaginiamo in questo e quest'altro modo.

 

- le opere di http://it.wikipedia.org/wiki/Neil_Gaiman , romanziere e sceneggiatore di fumetti, grande appassionato di folklore e mitologia. Nello specifico, American Gods e The Sandman. Ah, e Stardust, ma non il film (non perché non sia carino, semplicemente toglie il senso necessario al nostro discorso).

 

http://www.planescape.it/ , sito italiano (allelujah) che raccoglie (anche se per ora non al completo) la cosmologia dell'ambientazione DnD Planescape, di cui comunque spiegherò qui gli aspetti più interessanti.

 

https://archive.org/details/DictionnaireInfernal1863 (purtroppo in francese), ovvero una delle più divertenti demonologie della storia.

 

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Capitolo 1 : "Come... si uccide... un dio?"

 

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Un'eleganza divina.

 

"Non si può, sono immortali!"
Tombola! Sono immortali! Abbiamo già un primo attributo per definire la divinità: un dio è immortale; ma in che senso?
Immortalità può significare che il dio è immune alla morte per omicidio, o a quella naturale (di solito, in questo caso non subisce invecchiamento). O tutte e due le cose insieme, ovviamente. Quale che sia la natura della sua immortalità, un dio che si rispetti è sempre immortale. E tuttavia, l'immortalità non è l'unica caratteristica della divinità. Divinità è sinonimo di potere. Nei politeismi, la molteplicità di persone divine rende necessaria la loro specializzazione: si parla in questo caso di sfere di influenza. Nei monoteismi, l'unico dio detiene un potere assoluto su ogni ambito del reale (e del possibile), ed è dunque onnipotente. Discorso a parte merita l'onniscienza.
Immortalità e potere sono gli aspetti, in un certo senso, "reali" (ossia essenziali, costitutivi, che rendono un dio tale) del dio. Ma divinità significa anche e soprattutto concetto: dal punto di vista interpretativo, o, se preferite, antropologico, la divinità tende ad essere vista come il primo, rudimentale metodo per colmare quella distanza tra uomo e mondo rappresentata dalla domanda: "perché?". Nella prima produzione filosofica di F. Nietzsche, caratterizzata da un particolare interesse per l'Antica Grecia, con la descrizione del passaggio da Mythos a Logos viene necessariamente messo in luce il significato di "lettura del mondo" proprio della mitologia.

Gli scopi del divino sono molteplici: 

 

Eziologia (dal greco  αἴτιονcausa; e λόγος discorso): nelle culture prescientifiche, essendo ignorata la ripetitività intrinseca nei fenomeni naturali, ognuno di essi, anche tra quelli appunto ripetitivi, aveva valore individuale e separato dagli altri; per questo motivo c'era bisogno di una causa efficiente che ne assicurasse la costanza, una persona agente che, decidendo, essendo persona, agisse dietro il fenomeno rendendolo tale. Per questo motivo ci si rivolgeva al dio: il dio è causa, è principio, è garante del processo naturale. Nella Teogonia di Esiodo, che oltre ad essere appunto una teogonia (generazione degli dei) è una cosmogonia (generazione dell'ordine del mondo), elementi naturali personificati e deificati si affrontano e si riproducono per dare origine al mondo dei fenomeni così come li conosciamo. E tuttavia il mondo come lo conosciamo non si mantiene, nè si ripete, autonomamente, ma sempre per opera della causa efficiente divina. Sotto certi punti di vista, l'inizio del pensiero scientifico è identificabile con il porre un principio stabile che sia causa del susseguirsi autonomo dei fenomeni, come ben dice Werner Jaeger:

 

Citazione di Jaeger appena la trovo.

 

Gli dei possono quindi essere "motore" del mondo, personificazione delle cause e degli effetti. Questa concezione del divino scivola lentamente nel concetto di Avatar, o Aspetto, di cui parleremo nel dettaglio più avanti.

 

 

Fondazione di una morale: gli dei sono incarnazione e garanzia del Giusto e dello Sbagliato. In quasi ogni religione, la divinità principe (o l'unica) stabilisce ed emana regole comportamentali. Affidare ad un essere sovrannaturale e superiore il compito di stabilire come bisogna comportarsi significa assolutizzare le leggi per rafforzarne la presa sulla società, attraverso il sentimento del timore di sanzioni a cui non si può sfuggire. Comportarsi male significa sfidare il dio, e sfidare il dio significa perdere senza alcun dubbio. Ma sfidare il dio significa anche dare inizio ad una trama interessante.

 

Astrazione: Karl Marx individua nella Sacra Famiglia l'astrazione della famiglia mondana. Per astrazione intendo la liberazione da ogni aspetto particolare e individuale dell'ente, per ridurla ad un concetto che sia generale, inclusivo di tutti gli individui. Sotto questo punto di vista, è più chiaro che sono gli uomini a creare il dio, e non viceversa: a partire dalle cose del mondo, svuotandole della loro esistenza individuata, le si fa trascendere, ponendole in un mondo superiore, dal cui esempio verrebbe creato il nostro mondo materiale. In filosofia, un procedimento analogo potrebbe essere individuato nelle Idee platoniche. Più appropriato, in questo caso, è l'esempio fornito dalla teoria del trifunzionalismo protoindoeuropeo di G. Dumézil: la religione indoeuropea avrebbe conosciuto un dio padre del cielo luminoso, alto e distante, con ruolo sacerdotale/regnante (*Dyeus pater, da cui Zeus, Iuppiter, Dio), affiancato dal dio del cielo tonante, più basso e con ruolo guerriero *Maworts, da cui Mamers, Marte, Marut e, dal suo epiteto *Tenhros, tonante, Thorr). La terza funzione, quella produttiva è più sfumata e complessa. Accanto all'elementalismo dei cieli (sereno-in tempesta), è evidente in questo caso l'astrazione dei ruoli della società indoeuropea: l'uomo crea il dio a sua immagine e somiglianza. Così Senofane:
 

[...] I mortali si immaginano che gli dei sian nati

e che abbian vesti, voce e figura come loro.
Ma se i bovi e i cavalli e i leoni avessero le mani,
o potessero disegnare con le mani, e far opere come quelle degli uomini,
simili ai cavalli il cavallo raffigurerebbe gli dei,
e simili ai bovi il bove, e farebbero loro dei corpi
come quelli che ha ciascuno di loro.
Gli Etiopi dicono che i loro dèi hanno il naso camuso e son neri,
i Traci che hanno gli occhi azzurri e i capelli rossi.

 

Lo scopo di Senofane è quello di sottolineare la falsità della religione tradizionale, per sostituirla con una religiosità razionale, che permetta di fondare una scienza. Il dio sferico che il filosofo propone in luogo di quelli antropomorfi si inserisce all'interno della visione del dio come...

 

- Fondazione della conoscenza: qui il confine tra pensiero religioso e pensiero scientifico si assottiglia; siamo nell'ambito della posizione di una causa stabile che possa garantire una conoscenza delle cose instabili, ovvero in divenire. Il dio filosofico ha caratteri agli antipodi rispetto a quello puramente religioso

 

Ci sono anche altri "modi del dio" (concetto limiteidentità culturalegaranzia di benessere, ma anche mill'altri che non conosco o che non mi vengono in mente) che sono più o meno interessanti per la costruzione di un'ambientazione o di una trama, e che approfondirò se richiesto, o se mi viene voglia più avanti. Per ora basti sapere che riterrò coerente con il mio discorso ogni essere soprannaturale che incarna un concetto (di quelli elencati), non per scelta, ma per sua natura. E infatti...

 

1.1 Non sarò un dio, ma ho amici importanti.

 

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Non ridete di Buer. L'ultimo che l'ha fatto non lo vedo in giro da un po'.

 

C'è poi tutta una serie di creature più o meno potenti che, sebbene non possano essere identificate con divinità in senso stretto, hanno comunque una scintilla di divino in corpo, o lavorano a stretto contatto con il dio. Ne parleremo in dettaglio quando se ne presenterà l'occasione, per adesso vi basti un sommario elenco:

 

-Angeli: in genere (Planescape, o Cristianesimo, insegnano), servitori della divinità. Il termine deriva dal greco ἄγγελος, ovvero messaggero ("Annunciaziò, annunciaziò"). L'iconografia dei puttini alati è molto successiva, in realtà gli angeli in senso stretto sono deformità che, per il loro aspetto, fanno impallidire i peggiori dei demoni. Mi piacerrebbe approfondire l'angelogia in questo corso, se riesco ad informarmi a dovere. Di sicuro tratterò quella di Planescape.

 

-"Quelli con le corna": non oso infatti per ora chiamarli DemoniDiavoli o ancor peggio DjinniCaduti. Il discorso sulla demonologia è complesso, vi basti per adesso sapere che queste bestiacce incarnano l'impuro, il materiale, il basso istinto e spesso (MA NON NECESSARIAMENTE IN SENSO ASSOLUTOil male. Questo perchè ciò che era male un tempo non lo è più adesso, e ciò che è male da sempre viene stabilito per scopi poco onesti. Vi basti a tal proposito (e a difesa di queste bistrattate creature), sapere due cose:
- La parola demone viene da 
δαίμων, che vuol dire "essere divino". Ciò significa qualcosa che è più di un uomo, ma meno di un dio, senza alcuna connotazione morale.

- Molti dei demoni più noti non sono altro che divinità di religioni decadute, trasformate in malo modo in brutture dalla religione nuova emergente. Insomma, una forma di controllo e umiliazione. Ne è un triste esempio Belzebù, a.k.a. Baal'ze'bub, letteralmente Signore dele Mosche: è la parodia che gli ebrei costruirono di Baal (appunto, Signore), divinità mesopotamica ormai "fuori moda". E' evidente che paragonare i fedeli di Baal a mosche che gli ronzano intorno rende Baal nulla più che... una cacca. Per fortuna, Baal è stato "demonizzato" anche in una maniera più dignitosa (date un'occhiata al Dictionnaire Infernal).

 

Qualcosa che sembra accomunare tutte queste creature è una sorta di "volontà impenditoriale": è possibile evocarli per richiedere favori in cambio di... qualcosa a cui teniamo molto. Tale archetipo è ben rappresentato qui:http://www.scp-wiki.net/scp-738.

 

-Fairy folks: o Fae, o Fey, o Piccolo Popolo, o Buoni Vicini, o mille altri nomi, come mille sono le loro forme. "Spiriti" della natura, entità ben difficili da inquadrare, sotto questo termine intendo inserire una categoria vastissima di creature presenti nelle culture di tutto il globo, che più che altro incarnano specifici sentimenti o paure umane, ed hanno ruoli estremamente specializzati. Il termine "fata" ha etimologia incerta, legata ora al destino (Fatum, essendo le fate strettamente legate alle Parche della mitologia classica), ora al lavoro (la parola Faerie). Caratteristica che più colpisce dei "fatati", è il capriccio, la volubilità e il loro essere completamente alieni rispetto all'uomo. Ne parleremo nel dettaglio in seguito.

 

 

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Intermezzo colto

 

Con tutto questo fare etimologia, sapevate che la parola "Dio" non è altro che... il nome di Zeus? La lettera "Z", infatti, deriva dalla contrazione tra delta e jod, il nome di Zeus non è quindi altro che Djeus. Non a caso, la declinazione della parola continua: "Dios".

 

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Capitolo 2: Di Bene, Male, Ordine e Caos; universi in Bianco e Nero.

 

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Nonostante i denti, continuo a fidarmi più di Chaos che di Ordine.

 

2.1 Eticontologia 

 

"Eticontologia" non è una parola realmente esistente: mi divertiva l'idea di un neologismo che esprimesse una ontologia eticamente orientata. Ciò significa, nell'ambito del divino, che le caratteristiche etiche di un'entità sono determinanti essenziali: come già specificato sopra, ogni carattere del dio è essenziale, connaturato, proprio perchè si tratta di entità puramente concettuali. In questo caso, un dio è caratterizzato da un modo comportamentale specifico, ed è impossibilitato a trasgredirlo perchè non lo abbraccia per scelta, ma fa parte della sua struttura. [Come è ovvio, non mancano le eccezioni; e tuttavia, o si tratta di tradizioni differenti dello stesso mito, o il cambiamento di orientamento, dunque il tradimento, è esso stesso il suo carattere etico].

 

 

 

 

- Bene

   - Legale/Buono: Arconti

      -Arconte Lanterna

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       -Arconte Segugio

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       -Arconte Guardiano

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      -Arconte Spada

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      -Arconte Tromba

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       -Arconte Trono

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       -Arconte Tomo

  

       -Arconte Martello

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       -Arconte Giustizia

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       -Arconte Gufo

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    - Neutrale/Buono: Guardinal

       -Musteval

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      -Cervidal

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       -Equinal

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       -Avoral

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       -Lupinal

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       -Ursinal

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       -Leonal

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    - Caotico/Buono: Eladrin

      -Coure

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       -Noviere

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       -Bralani

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       -Shiere

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       -Firre

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       -Ghaele

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       -Tulani

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- Male

   - Caotico/MalvagioTanar'ri

       -Infimi: Dretch, Manes, Rutterkin

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       -Minori: Armanite, Bar-Igura, Bulezau

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       -Minori: Cambion, Maurezhi, Alu-Fiend

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       -Minori: Succubus, Yochlol

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       -Maggiori: Babau, Chasme, Goristro

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       -Maggiori: Nabassu, Wastrilith

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       -Veri: Alkilith, Balor, Glabrezu

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       -Veri: Hezrou, Klurichir, Marilith

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       -Veri: Myrmyxicus, Nalfeshnee, Vrock

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    -Caotico/Malvagio: Gehreleths

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    -Neutrale/Malvagio: Yugoloth

      -Minori: Skeroloth, Canoloth, Mezzoloth

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       -Minori: Dergholoth, Piscoloth, Hydroloth

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       -Minori: Gacholoth, Yagnoloth, Marraenoloth

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       -Maggiori: Nycaloth, Arcanoloth, Ultroloth

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       -Maggiori: Baernaloth

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    -Legale/Malvagio: Baatezu

       -Infimi: Lemure, Nupperibo, Spinagon

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       -Minori: Kocrachon, Barbazu, Hamatula

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       -Minori: Erinyes, Osyluth, Abishai

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       -Maggiori: Cornugon, Gelugon, Amnizu

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       -Maggiori: Paeliryon, Diavolo della Fossa

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Ci sto lavorando, baby. Ad ogni modo, sto ampliando e migliorando l'introduzione (vedi il paragrafo sull'Eziologia, adesso argomentato in modo più concreto) e sto iniziando a scrivere delle teologie "etiche". Riguardo queste ultime, per adesso ho inserito le immagini degli ordini (sarebbe meglio dire "razze", in questo caso) angelici di Planescape. Quando torno più tardi cerco di inserire le descrizioni.

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